Archeologia

La Collezione archeologica della Fondazione Sicilia rappresenta, per la sua composizione e per le modalità di formazione, un bene culturale molto rilevante per la storia della Sicilia antica e per la storia della cultura del Novecento. Alla sua creazione diede uno straordinario contributo il grande archeologo Vincenzo Tusa.
Il nuovo progetto espositivo, curato dal professor Giuliano Volpe, Rettore dell’Università degli Studi di Foggia, in collaborazione con la dottoressa Francesca Spatafora, Direttore del Parco Archeologico di Himera e delle aree archeologiche di Termini Imerese e comuni limitrofi, è ospitato al piano terreno del Palazzo Branciforte, nella cosiddetta Cavallerizza.
Il progetto si fa interprete di due scelte apparentemente in contraddizione tra loro: quella di esporre tutti i materiali della collezione, anche quelli ‘minori’, frammentari o non (ancora) restaurati, e quella di dotare lo spazio espositivo di supporti didattici multimediali capaci di proporre un racconto chiaro, immediato e accessibile a tutti e di stimolare l’interesse, anche attraverso un approccio ludico e piacevole, per la conoscenza dei materiali esposti e dell’intero patrimonio siciliano, fruibile in altri musei e nei siti archeologici.
La collezione è costituita da tre nuclei principali: quello dei reperti concessi in deposito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici; quello con i materiali, in prevalenza corredi funerari, restituiti dagli scavi archeologici finanziati, negli anni Sessanta del secolo scorso, dal Banco di Sicilia a Selinunte, Terravecchia di Cuti, Himera e Solunto; quello degli acquisti effettuati sul mercato privato e antiquario con il principale scopo di salvaguardare i reperti dalla dispersione e dalla vendita all’estero.
La compongono esattamente 4.751 reperti, in gran parte ceramiche di vario tipo e cronologia (preistoriche e protostoriche, greche, siceliote, magnogreche e indigene di età arcaica, classica ed ellenistica), oltre a terrecotte architettoniche e votive, bronzi, monili, vetri e avori. Di età romana sono un’Erma bifronte, unico esemplare di scultura in marmo, e un’anfora commerciale vinaria recuperata dal mare.
I reperti della Collezione archeologica sono esposti secondo una soluzione a vetrina continua, per un totale di oltre 440 metri lineari, disposta lungo tre pareti della ex Cavallerizza di Palazzo Branciforte, come una sorta di magazzino-laboratorio-museo che consente al visitatore di apprezzare la ricchezza dell’intero patrimonio ma anche di effettuare approfondimenti personali. A vetrine totem disposte in maniera regolare e modulare tra le colonne della sala, è affidato invece il compito di illustrare aspetti particolari, attraverso una selezione di oggetti significativi ed esemplificativi dell’intera collezione.
Rinunciando completamente alla presenza dei consueti pannelli, le informazioni e gli stimoli sono distribuiti in maniera più diffusa ed equilibrata grazie ai tavoli didattici dotati di grandi monitor touch screen.

News ed eventi
06-11-2015
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Venerdì 6 novembre ore 18:00
08-09-2018
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